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GLI ANTICORPI PERDUTI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

novembre 20, 2013

PER EVITARE CHE I POLITICI SI COMPORTINO CON CINISMO E SENZA SCRUPOLI CI VUOLE ATTENZIONE, PARTECIPAZIONE E RIGORE MORALE

di PAOLO SYLOS LABINI  La repubblica del 14-5-2002 sez.prima pagina

Pochi scrupoli, molto cinismo. Spesso, anche se non sempre, gli uomini politici che raggiungono il vertice del potere hanno pochi scrupoli e molto cinismo. Le moderne democrazie parlamentari mirano appunto ad impedire che quella mancanza di scrupoli e quel cinismo procurino gravi danni alla collettività. Una metafora tratta dalla medicina può chiarire le idee: la democrazia, in tutte le sue componenti, fra cui la giustizia e la libertà d’informazione e di espressione, rappresenta un sistema di anticorpi. Se questi anticorpi non funzionano, compaiono i sintomi di quella terribile malattia chiamata Aids, l’immunodeficienza acquisita, contraendo la quale gli agenti patogeni hanno via libera e possono portare alla morte. Fuor di metafora: se in una società compare l’Aids i politici lestofanti hanno via libera e dilagano le prepotenze, la corruzione ed altri mali che trasformano la società in una mefitica palude o in una gigantesca fogna, dove la dignità delle persone va alla malora e dove è assai brutto vivere anche se ci vuole tempo per rendersene conto. L’idea consolatoria, oggi diffusa in Italia, secondo cui “tutto il mondo è paese”, è sbagliata, non perché i politici degli altri paesi siano degli angioletti (spesso non lo sono), ma perché ignora la questione degli anticorpi.

Altrove gli anticorpi funzionano. Nixon non era certo un modello di moralità, ma in America gli anticorpi hanno funzionato: la libera stampa lo ha messo sotto accusa e lui non ha neppure tentato di tacitarla i tentativi avrebbero aggravato la sua posizione; Nixon, è vero, cercò di mettere in condizioni di non nuocere il magistrato che portava avanti le accuse ma fallì clamorosamente, poiché il ministro della Giustizia, che era stato nominato da lui stesso, si dimise ed ebbe luogo una sollevazione nel Parlamento, che pure era a maggioranza repubblicana. Quello di Nixon, sia ben chiaro, è solo un esempio. Il punto è che il grado di civiltà di un paese, come lo stato di salute di una persona, dipende in primo luogo dagli anticorpi: quando diventano insufficienti, compare l’Aids. Nel nostro tempo la società italiana è affetta da questa terribile malattia: gli anticorpi non funzionano. Solo così si può spiegare l’ascesa al potere di un gruppo politico in cui pullulano gl’indagati e i condannati ed in cui il capo ha un curriculum giudiziario che culmina con l’accusa di corruzione di giudici e che è stato sintetizzato dall’Economist nella primavera del 2001 in un’agghiacciante tabella, aggiornata di recente; può consolarsi solo chi dà retta a Berlusconi, secondo il quale di quella rivista non c’è da fidarsi, poiché è influenzata dai comunisti, in armonia con un’antica tradizione: la rivista fu fondata nel 1843, precedendo di ben cinque anni il “Manifesto” di Marx ed Engels.

Morale e politica. Di recente le principali accuse mosse al capo del governo ed ai suoi stretti collaboratori sono state reiterate, con linguaggio bizzarro e fiorito ma non equivoco, da uno che la sa molto lunga, Filippo Mancuso, ex Forza Italia. Non è vero che “tutto il mondo è paese”, perché anche fra i leader politici privi di scrupoli c’è una graduatoria e nessuno ha un curriculum giudiziario minimamente paragonabile a quello di Berlusconi; i provvedimenti che sta prendendo e quelli che si appresta a prendere suscitano stupore e incredulità nel mondo civile. Per consentirli di giustificare le sue malefatte, gli eruditi consiglieri del Cavaliere gli hanno suggerito di scrivere, come già aveva fatto Mussolini, la prefazione del Principe di Machiavelli ristampato dalla “Silvio Berlusconi editore”; quei consiglieri, che amano impartire agli intellettuali “moralisti” l’originale lezione secondo cui morale e politica non vanno confuse, dovrebbero tener presente che Machiavelli scriveva quando ancora non esisteva né la democrazia parlamentare, che, dove funziona, ha anticorpi istituzionalizzati, né il capitalismo industriale moderno, avviato in Inghilterra da una borghesia che aveva fatto propria la morale “puritana”.

Rispettare le regole. A differenza del capitalismo mercantile, quello industriale trae la sua forza propulsiva dalla ricerca e dalle innovazioni da un lato e dalla concorrenza dinamica dall’altro; a lungo andare lo sviluppo del capitalismo moderno è sostenibile solo nel rispetto di regole severe. Due esempi. Alla débacle argentina ha dato un forte contributo una corruzione sempre più diffusa, che comprendeva una gigantesca evasione fiscale; noi rischiamo di far la fine dell’Argentina. La legge sul falso in bilancio va respinta per ragioni non solo “morali”, ma anche economiche, giacché scoraggia gl’investimenti stranieri in Italia (i paesi civili hanno regole rigorose cui i manager si debbono attenere anche quando vanno fuori del loro paese) è crea disparità nella concorrenza fra le imprese europee, ciò che spiega perché in Europa si stanno preparando ricorsi presso le autorità competenti. Che tutto ciò sia economicamente grave sta diventando chiaro agli stessi industriali non affetti da provincialismo.

È in gioco la nostra dignità. In Italia gli anticorpi sono insufficienti per tante ragioni, fra cui la caduta verticale degli ideali e l’azione del governo Berlusconi, che sta facendo il possibile per ridurre ulteriormente gli anticorpi, compiendo opera di intimidazione e di corruttela nei riguardi di magistrati, di politici, di giornalisti, di intellettuali. In sintesi l’assalto allo stato di diritto consiste nel tentativo di sopprimere la separazione dei tre poteri, l’esecutivo, il giudiziario e il legislativo. Si è discusso molto dell’attacco all’indipendenza del potere giudiziario; si è invece discusso poco del tentativo portato avanti con le amplissime deleghe al governo ed ora con la progettata riforma della Corte costituzionale che cancellerebbe il sindacato delle leggi di subordinare istituzionalmente il potere legislativo a quello esecutivo che così diverrebbe l’unico potere, come nel fascismo. Casini e Pera, i garanti del potere legislativo, non reagiscono? Vogliono diventare i becchini della democrazia? L’Aids è una malattia grave ma curabile e ciò vale anche per l’Aids sociale. Potremo guarire solo se ci convinciamo che è in gioco la nostra stessa dignità: accettiamo di diventare sudditi o vogliamo restare persone libere? Noi stessi possiamo agire da anticorpi e con tenacia e determinazione possiamo avere successo: certi segnali sono incoraggianti.

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