Archive for maggio 2018

COME CAPIRE IL POPULISMO PER BATTERLO

maggio 30, 2018

INUTILE LITANIA DI CONTUMELIE SENZA LA COSTRUZIONE DI UN’ALTERNATIVA POPOLARE SUPERANDO LE DIVISIONI DEL PASSATO
di Nadia Urbinati, la Repubblica 14 maggio 2018

ALTERNATIVA POPOLARE. Nell’intervista rilasciata a Repubblica, Maurizio Martina afferma: «Di fronte alla nascita del governo più a destra della storia recente, è giusto dirsi che non basteranno gli anatemi: dobbiamo costruire un’alternativa popolare alla saldatura tra Lega e M5S superando le divisioni del passato, allargando ad energie nuove, ribadendo il nostro ruolo da protagonisti nel campo progressista». Sono ottime e opportune parole. Martina propone di rompere questa dannosa e inutile litania di contumelie contro il populismo, una parola così ambigua da essere piegata alle convenienze di chi la usa, giustificando la faciloneria e l’indolenza mentale. La Spd, che versa in una crisi non celabile anche se meno dirompente di quella degli altri partiti fratelli, ha avviato un programma di studi sui nuovi movimenti che vanno sotto il nome di populismo. I socialdemocratici tedeschi sono un partito, e questa loro identità la si vede ed è apprezzata proprio nei casi di crisi, ovvero quando si tratta di trovare risorse, umane e culturali, per riaprire le finestre sul mondo.

ANTI CASTA. Nella sua storia, che è parte della storia della democrazia, il populismo ha dimostrato che in alcuni casi, ovvero dove ci sono istituzioni democratiche (come negli Stati Uniti di fine Ottocento), la sua protesta può riuscire a scuotere l’ordine socio-politico, a rimescolare le carte e riportare in alto quelli che sono stati spinti in basso. Vi è nell’anti-establishment populista una coniugazione radicale di un principio che è democratico. Infatti la dialettica opposizione/maggioranza sulla quale vivono le democrazie presume il discorso contro l’establishment, usato dai partiti di opposizione quando aspirano a conquistare la maggioranza. Quel che la democrazia rappresentativa non presume, è ritenere, come molti populisti radicali fanno, che l’establishment corrisponda a una classe definita ancora prima della competizione, che sia cioé una “casta” ex ante e immobile.

FONDAMENTI. Ecco perché ogni ricerca che voglia capire questo tempo di movimenti populisti deve ritornare alle categorie fondamentali della democrazia: all’eguaglianza, che è di opportunità e di dignità; alla libertà, che non è goduta dagli identici ma da tutti coloro che vivono sotto un ordinamento giuridico, siano essi connazionali o non. Tra i fondamenti, vi sono anche quelle istituzioni di limitazione del potere, l’autonomia della magistratura, per esempio, o degli apparati dello Stato e della banca centrale. Dal 1945 in Italia tutto questo prende il nome di democrazia costituzionale. Tornare ai fondamenti quindi, ma avendo cura di portare lo sguardo oltre le procedure e le istituzioni, poiché la democrazia fa promesse di auto-governo, di dignità sociale, di eguaglianza e di miglioramento economico. Queste promesse, anche se mai completamente realizzate, devono farci comprendere appieno che un partito democratico o di sinistra non può concentrare la sua azione ai diritti civili; esso non è un partito liberale. A Martina come a tutti coloro che dentro e fuori il Pd sentono la responsabilità della loro sconfitta per reagire ad essa, dovremmo suggerire di abbracciare in toto l’Articolo 3 della nostra Costituzione, ricchissimo di implicazioni e complesso. Già questo sarebbe un buon indizio di determinazione alla rinascita.

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CONFERENZE-DIBATTITI PUBBLICI SU DEBITO E FISCO

maggio 3, 2018

COMITATO MERATESE PER LA DIFESA E
L’ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE

Ogni anno diminuiscono le spese e gli investimenti per la
scuola, la sanità, la manutenzione del verde e delle strade,
il trasporto pubblico, la cultura.
Perché siamo arrivati a questa situazione?
Ci sono alternative alle politiche di austerità e di
privatizzazione dei beni comuni?
A questi temi sono dedicate due serate:

lunedì 7 maggio 2018
DEBITO E FISCO ALLA LUCE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI
Dott. MARCO BERSANI fondatore di ATTAC Italia
Dott.ssa NADIA GARBELLINI economista Università Pavia

venerdì 18 maggio 2018
GLOBALIZZAZIONE, NEOLIBERALISMO, POLITICHE ECONOMICHE
Prof. GIULIO CAINELLI economista Università Padova

le registrazioni audio possono essere richieste a questo indirizzo: luigidecarlini@gmail.com

Ore 21 Sala Civica viale Lombardia 14 MERATE
Ingresso libero

DEBITO E FISCO ALLA LUCE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI

Da tempo siamo subissati da messaggi del tipo:

• Abbiamo vissuto troppo a lungo al di sopra dei nostri mezzi.
• Sono le pensioni a scavare voragini nel bilancio dello Stato.
• Agevolare i licenziamenti crea occupazione.
• La funzione dei sindacati si è esaurita: sono residui ottocenteschi. .
• Il privato è più efficiente del pubblico in ogni settore: acqua, trasporti, scuola, previdenza, sanità.
• E’ la globalizzazione che impone la moderazione salariale
• La crescita è un obiettivo continuo aldilà di qualsiasi problema di risorse e di impatto ecologico
• Lo stato deve lasciare assolutamente libero il capitale
• Ogni persona deve far fronte al proprio destino con i propri mezzi assumendosi i propri rischi.

Pensatori neoliberali sono all’opera per convincere, per fabbricare un consenso collettivo, sulla necessità di rendere il lavoro flessibile, di ridurre il costo del lavoro, di tagliare lo stato sociale, di privatizzare ferrovie, trasporti pubblici locali, scuola pubblica, università, telecomunicazioni, sanità. Tramite Tv e giornali viene esercitata una egemonia culturale e si afferma il pensiero unico neoliberista: “non ci sono alternative”.

Queste idee vengono ogni giorno presentate come l’essenza della modernità ovvero del mondo che è cambiato ma finora non ce n’eravamo accorti.

Ma è davvero così? In realtà si può constatare:
– una gigantesca evasione fiscale
– una diffusa economia in nero
– sussidi occulti alle banche
– debolezza della ricerca, degrado della scuola e “fuga dei cervelli”
– corruzione della vita politica

Cosa dice la nostra Costituzione in merito?

– art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono pari davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.
– art.4: la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto.
– art.35: la Repubblica tutela il lavoro e cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.
– art.36: il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé ed alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa… il lavoratore ha diritto al riposo settimanale ed a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi.
– art.38: i lavoratori hanno diritto che siano preveduti e assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia, disoccupazione involontaria.
– art.41: l’iniziativa privata.. non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
– art.53: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.